A gennaio 2025 Google ha fatto un altro passo avanti: l’uso combinato di AI Mode e Gemini sta cambiando in modo concreto la dinamica dei risultati di ricerca. Proprio in questo periodo, il trend di ricerca per “SEO specialist” e per problemi legati alla SEO ha toccato livelli mai visti prima. Coincidenza? Ovviamente no.
Molte aziende, infatti, stanno sperimentando un calo significativo del traffico organico: pagine che per anni hanno portato visite e contatti improvvisamente scivolano fuori dalla visibilità. Il risultato? Una corsa disperata a rimettere in piedi strategie SEO ormai obsolete.
Dati reali: il traffico sta davvero diminuendo?
Un’analisi interessante condotta da Tracy McDonald di Seer Interactive mostra come l’introduzione degli AI Overviews (AIOs) di Google stia iniziando a cambiare in modo significativo i click-through rates (CTR), sia per la ricerca organica sia per quella a pagamento.
Nel dettaglio, lo studio ha suddiviso le query in due gruppi principali:
Query in cui gli AI Overviewssono comparsi nel tempo
Query in cui gli AI Overviews non sono mai comparsi
Il periodo analizzato va da gennaio 2024 a gennaio 2025, e i dati sono stati segmentati tra CTR organico e CTR a pagamento per capire come si muovono le performance in entrambi gli scenari. Inoltre, è stata fatta una distinzione tra i casi in cui un sito riesce a “possedere” l’AI Overview — cioè, apparire all’interno del box AI — e quelli in cui invece resta escluso.
Ne risulta che il CTR organico è aumentato proprio per le query dove non appaiono gli AI Overviews. Secondo Seer: “Le tipologie di ricerche senza AI Overview stanno mostrando tassi di click-through organico più alti.”
Laddove il motore di ricerca mostra risposte generate da AI il CTR scende:
C’è un ulteriore dato interessante: “quando i siti compaiono in AIO, il CTR organico aumenta dallo 0,74% all’1,02%, e anche il CTR a pagamento aumenta dal 7,89% all’11%.” Il che dimostra che l’utente è ormai pronto ad affidarsi all’Intelligenza Artificiale per velocizzare e migliorare le proprie ricerche.
Anche l’Ai genera traffico, limitato nel volume ma di qualità superiore.
Per comprendere meglio l’impatto dell’intelligenza artificiale sul traffico web, SeerInteractive (di Nick Haigler e Garman Chan) ha condotto un’analisi basata sui dati di Google Analytics 4 (GA4) di alcuni loro clienti. Lo studio ha monitorato il traffico proveniente da fonti AI dal 1° ottobre 2024 al 30 aprile 2025, in particolare, sono stati isolati e confrontati i principali canali AI emergenti — ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude — e messi a confronto diretto con il traffico organico di Google. L’obiettivo era duplice:
Misurare volume di traffico proveniente da ciascuna fonte
Analizzare i tassi di conversione e i principali eventi di interazione per capire quanto effettivamente converte l’utente che arriva tramite l’AI rispetto a quello che arriva dal traffico organico tradizionale.
I risultati hanno permesso di evidenziare quanto l’AI non solo generi traffico, ma attragga visitatori con intenzioni di ricerca spesso più forti e mirate, portando conversioni di qualità.
“I visitatori guidati dall’IA si convertono a un tasso molto più elevato rispetto a quelli provenienti dalla ricerca organica tradizionale. Perché? perché cattura utenti con un intento di ricerca più forte, non navigano casualmente, ma arrivano con uno scopo.”
Questo significa che chi interagisce con gli AI Overview è spesso più motivato a compiere un’azione concreta — compilare un modulo, richiedere un preventivo, acquistare subito.
Attenzione! Leggiamo i dati fino in fondo: forse non è tutta colpa dell’AI
Nello studio di Tracy McDonald di Seer Interactivec’è un altro dato importante da tenere in considerazione: le queries con risultati di AI registravano un CTR inferiore fin dall’inizio.
Questo significa che anche prima della comparsa delle “risposte intelligenti”, i tipi di query in cui sono comparse generavano meno clic. Questa scoperta mette in discussione l’ipotesi che l’AI non sia l’unica causa della riduzione dei clic. Al contrario, gli AIO potrebbero emergere maggiormente per le query in cui gli utenti storicamente hanno cliccato meno, in modo simile a quando gli snippet in primo piano sono stati lanciati per la prima volta su query che storicamente erano più a tema educativo o informativo, ma che comunque generavano pochi clic.
L’AI è solo all’inizio: prepararsi senza panico
💡 In sintesi: I dati ci dicono che stiamo entrando in una fase di coabitazione tra SEO tradizionale e risposte AI. Ignorare l’una o l’altra significa perdere opportunità. Chi presidia bene entrambe le zone — SERP classiche e spazi AI — avrà un vantaggio competitivo enorme. Serve una nuova SEO Strategy.
Cosa significa per la tua azienda?
La vecchia SEO non basta più. Non puoi limitarti a inseguire posizioni su Google come si faceva 5 anni fa. Oggi serve una strategia che tenga conto di un vero ecosistema SEO, fatto di:
✅ Contenuti ottimizzati per l’AI – Risposte chiare, strutturate, approfondite, facili da interpretare per i modelli linguistici. ✅ Presenza mirata nelle query giuste – Non tutto il traffico è uguale: serve capire dove l’AI Overview si attiva e dove no. ✅ Esperienza utente perfetta – Velocità, mobile, UX impeccabile: Google premia i siti che funzionano bene. ✅ E-E-A-T – Expertise, Experience, Authoritativeness e Trustworthiness non sono più optional, ma fattori decisivi. ✅ Analisi e monitoraggio costante – L’AI evolve in fretta: senza dati aggiornati, non puoi reagire in tempo.
Perché affidarsi ai professionisti
l messaggio è semplice: o evolvi, o scompari. I vecchi “trucchi” SEO non funzionano più: oggi serve competenza, strumenti avanzati, aggiornamento costante e un team in grado di leggere i dati e adattare la strategia.
Affidarsi ad una web agency significa: 🔍 Capire dove investire per avere traffico qualificato, non visite inutili. 🧩 Costruire contenuti e architetture di sito pensati per piacere agli utenti e all’AI. 📈 Restare visibile anche quando Google cambia di nuovo le regole del gioco (perché lo farà).
Il momento è ora
Se vuoi che il tuo sito resti competitivo, non puoi permetterti di aspettare. Preparati all’era della SEO AI-driven: costruisci un ecosistema digitale solido, presidia le query giuste, rendi i tuoi contenuti irresistibili — per l’utente e per l’intelligenza artificiale.
Il modo in cui troviamo e consumiamo informazioni online è cambiato radicalmente negli ultimi 25 anni. E con lui, anche la Search Engine Optimization — la SEO — ha attraversato numerose fasi evolutive, influenzate da progressi tecnologici, aggiornamenti degli algoritmi e nuove abitudini digitali.
In questa guida, ripercorriamo le tappe fondamentali della SEO, dal primo Google fino all’era dell’intelligenza artificiale. Non solo per guardare al passato, ma per capire dove stiamo andando.
🔍 Fase 1 — L’era dei motori di ricerca primitivi (1994–1999)
La SEO nasce quasi in parallelo al concetto stesso di “motore di ricerca”. All’inizio degli anni ‘90, i motori non erano “motori” nel senso moderno del termine: erano più che altro elenchi ordinati manualmente di siti web, simili a una directory.
Tra i primi motori ricordiamo:
WebCrawler (1994): il primo motore a indicizzare intere pagine, non solo i titoli
Lycos e AltaVista (1995): che iniziarono a gestire milioni di documenti indicizzati
Yahoo!: inizialmente era una directory compilata a mano, diventata poi un motore vero e proprio
Excite, Infoseek, Ask Jeeves: motori minori ma innovativi per l’epoca
🇮🇹 E in Italia?
Nel nostro paese, uno dei protagonisti fu Virgilio, lanciato nel 1996 da Matrix (oggi parte di Italiaonline), considerato il primo portale italiano. Virgilio era sia directory che motore: offriva una selezione editoriale dei migliori siti divisi per categorie, ma anche un campo di ricerca — rappresentava una delle principali porte d’accesso al web per gli utenti italiani.
💡 Il primo uso documentato del termine SEO
Il termine Search Engine Optimization compare per la prima volta ufficialmente in un documento del 1997, in un white paper intitolato:
“Improving Web Site Visibility on Search Engines and Directories” di John Audette – fondatore della storica agenzia MMG (Multimedia Marketing Group), una delle prime realtà USA a occuparsi professionalmente di posizionamento sui motori.
Il documento venne distribuito come risorsa formativa su diverse mailing list e forum specializzati (come I-Search Digest e WebmasterWorld) e segnò una svolta nella formalizzazione delle pratiche SEO. Fu uno dei primi testi a parlare in modo strutturato di:
Ottimizzazione dei meta tag
Struttura URL e titoli delle pagine
Importanza dei contenuti testuali
Classifiche nei motori di ricerca (allora ancora basate per lo più su keyword density)
Da quel momento in poi, la SEO iniziò a essere vista non più come un trucco da “smanettoni”, ma come una disciplina professionale emergente.
🚀 Fase 2 — L’ascesa di Google e del PageRank (1998–2003)
Alla fine degli anni ’90, Internet era ancora un territorio in espansione caotica. I motori di ricerca esistenti — da Altavista a Yahoo! — cercavano di indicizzare e ordinare il web, ma avevano un problema fondamentale: non erano molto bravi a restituire risultati davvero rilevanti.
Era facile “ingannare” questi motori inserendo parole chiave in eccesso o creando pagine piene di testo nascosto. Serviva un nuovo approccio.
👨🎓 Chi ha inventato Google?
Nel 1996, due studenti di dottorato della Stanford University — Larry Page e Sergey Brin — iniziarono a lavorare a un progetto chiamato BackRub, un motore di ricerca sperimentale basato sull’analisi dei collegamenti ipertestuali tra le pagine web.
La loro intuizione fu semplice ma geniale: 👉 “Se una pagina riceve tanti link da altre pagine, probabilmente è importante.”
Da BackRub nacque Google, lanciato ufficialmente nel 1998.
🧠 Perché si chiama Google?
Il nome “Google” deriva da “Googol”, termine matematico che indica il numero 1 seguito da 100 zeri. È una metafora della missione dei fondatori: organizzare l’immensa quantità di informazioni disponibili sul web e renderle accessibili a tutti.
Fun fact: il nome fu scelto quasi per errore — durante la registrazione del dominio, uno dei fondatori scrisse “google.com” invece di “googol.com”. Il resto è storia.
📊 Come funzionava il PageRank
L’innovazione chiave di Google era il suo algoritmo chiamato PageRank, sviluppato da Larry Page (da cui prende il nome, nonostante l’assonanza con “pagina”).
A differenza degli altri motori che valutavano le pagine in base al contenuto testuale, il PageRank misurava il valore di una pagina in base ai link in entrata.
📌 In pratica:
Ogni link da una pagina A a una pagina B era visto come un voto di fiducia
Più link riceveva una pagina, più era considerata autorevole
Ma non tutti i link valevano allo stesso modo: un link da una pagina a sua volta molto “linkata” valeva di più
Il risultato? Le pagine più linkate da fonti autorevoli salivano nei risultati — indipendentemente da quante volte ripetevano le parole chiave.
🎯 Cosa cambiò per la SEO con Google:
Le vecchie tecniche “black hat” (testo nascosto, keyword stuffing) cominciarono a perdere efficacia
La link building divenne la nuova arma SEO
Gli sviluppatori iniziarono a curare la struttura dei siti e dei contenuti con attenzione crescente
Nel 2000, Google lanciò anche AdWords, la sua piattaforma pubblicitaria, dando il via alla monetizzazione massiva della visibilità online e alla nascita della SEO come settore professionale a tutti gli effetti.
📚 Fase 3 — L’era del contenuto e delle regole (2004–2012)
“Content is King”, Panda, Penguin e la rivoluzione delle regole
✍️ Il contenuto come strategia: da slogan a verità
La frase “Content is King” è spesso attribuita a Bill Gates, che la usò in un celebre saggio pubblicato sul sito Microsoft nel 1996. In quell’articolo, Gates prevedeva che chiunque avesse creato valore informativo online — articoli, audio, video, tutorial — avrebbe costruito un impero digitale. Era un’intuizione pionieristica, ma fu tra il 2004 e il 2012 che il web ne comprese davvero la potenza.
Con la crescente saturazione di contenuti e la nascita del Web 2.0, Google iniziò a privilegiare nei risultati di ricerca le pagine che:
offrivano contenuti originali, rilevanti e approfonditi
davano valore reale all’utente
venivano condivise, citate o linkate spontaneamente
La SEO non è più solo tecnica: è anche strategia editoriale.
Nacquero così:
i blog aziendali
le content strategy verticali
l’idea che rispondere alle domande degli utenti fosse il modo migliore per ottenere visibilità
Già dal 2009, Google iniziò a utilizzare i rich snippets per visualizzare recensioni, dati strutturati, immagini e altro nei risultati di ricerca, e nel 2011 e 2012, arrivarono due aggiornamenti epocali che rafforzarono questo paradigma:
🐼 Google Panda (2011)
Penalizzava i contenuti duplicati, generici o superficiali
Colpiva i “content farm” e i siti gonfiati di keyword
🐧 Google Penguin (2012)
Mirava a combattere il link building manipolativo
Svalutava link da siti spam o network artificiali
Incentivava una link earning naturale (link ottenuti per merito, non per scambio)
Insieme, Panda e Penguin sancirono un nuovo standard: solo contenuti di qualità e link autentici garantivano una crescita duratura.
💰 L’ombra (e la forza) di Google AdWords
Parallelamente all’evoluzione della SEO, Google AdWords — lanciato nel 2000 — divenne un pilastro della strategia digitale globale. Nei primi anni, gli annunci a pagamento venivano mostrati sulla colonna destra della SERP (pagina dei risultati), chiaramente separati dai risultati organici, con uno sfondo colorato (prima giallo, poi verde chiaro) per indicare che si trattava di sponsorizzazioni.
Tuttavia, nel tempo, Google iniziò a ridurre sempre più la distinzione visiva tra contenuti organici e a pagamento:
Fino al 2016, gli annunci erano evidenziati da uno sfondo colorato o un’etichetta ben visibile
Dal febbraio 2016, Google eliminò completamente gli annunci nella colonna destra su desktop e li spostò sopra i risultati organici, riservando loro le prime 3–4 posizioni
Nello stesso periodo, le etichette pubblicitarie (“Ad” o “Ann.” in Italia) vennero ridisegnate per essere sempre più discrete, fino a diventare quasi indistinguibili dal resto dei link
Questo cambio segnò un punto di svolta:
🔹 La visibilità organica fu spinta verso il basso, soprattutto su mobile 🔹 I click si spostarono ancora di più sugli annunci sponsorizzati 🔹 Aumentò la competizione e il costo per clic (CPC) in settori chiave
In questo contesto, SEO e Google Ads smettono di essere alternative e diventano complementari:
La SEO per costruire autorevolezza, visibilità sostenibile e contenuti evergreen
Le campagne PPC per presidiare le SERP su query strategiche e ottenere visibilità immediata
Le aziende iniziarono anche a usare le dati raccolti dalle campagne Google Ads (CTR, conversioni, keyword ad alto potenziale) per ottimizzare contenuti SEO, creando un circolo virtuoso tra paid e organico.
📱 Mobilegeddon: quando Google mise il mobile al centro della SEO
Il termine “Mobilegeddon” è stato coniato dalla community SEO per descrivere il grande aggiornamento dell’algoritmo di Google rilasciato il 21 aprile 2015, che introdusse ufficialmente il mobile-friendliness come fattore di ranking nei risultati di ricerca da dispositivi mobili.
Fino a quel momento, la maggior parte dei siti web era ancora pensata per desktop, spesso con versioni mobile mal progettate, lente o difficili da navigare. Ma nel 2015 il mondo era cambiato: il traffico da smartphone superava per la prima volta quello da desktop in molti Paesi, Italia compresa. Google reagì di conseguenza, dando la priorità all’esperienza utente mobile.
Cosa cambiò concretamente con il Mobilegeddon?
I siti non ottimizzati per mobile iniziarono a perdere posizioni nella SERP su ricerche fatte da dispositivi mobili
Le pagine mobile-friendly, con design responsive, caricamento veloce e contenuti leggibili senza zoom, vennero premiate
Google introdusse un’etichetta “Mobile-friendly” nei risultati di ricerca, per evidenziare i siti ottimizzati
Sebbene l’impatto iniziale non fu apocalittico come alcuni temevano, il messaggio fu chiaro: la SEO non riguardava più solo il contenuto e i link, ma anche l’esperienza utente e le performance tecniche, soprattutto da mobile.
Questo aggiornamento segnò:
l’adozione di massa del responsive design
la diffusione di strumenti come Google Mobile-Friendly Test e PageSpeed Insights
l’inizio di una nuova fase: la SEO tecnica come leva strategica
Negli anni successivi, l’approccio mobile-first si è rafforzato fino a culminare nel Mobile-First Indexing (completato tra il 2020 e il 2021), dove Google ha iniziato a usare esclusivamente la versione mobile di un sito per indicizzazione e ranking.
Fase 4 — L’intelligenza artificiale entra in gioco (2015–2022)
A partire dal 2015, Google ha iniziato a integrare in modo sistematico tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning nel cuore del suo motore di ricerca, segnando una svolta nella storia della SEO. L’obiettivo non era più soltanto restituire risultati che corrispondessero a determinate parole chiave, ma capire davvero cosa intendeva l’utente, interpretando il contesto, il tono e la complessità delle query.
🎯 Momenti chiave:
2015 – RankBrain: è il primo algoritmo di Google basato su machine learning. Il suo compito era interpretare parole e frasi mai viste prima, assegnando loro un significato probabile sulla base delle query passate. Fu la prima vera apertura a una SEO guidata dall’intento di ricerca, piuttosto che dalla mera corrispondenza di keyword.
2019 – BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers): segna un passo avanti radicale. Grazie ai modelli linguistici basati su reti neurali, Google inizia a comprendere il contesto completo delle frasi, tenendo conto delle parole che precedono e seguono un termine ambiguo. Con BERT, query sfumate o grammaticalmente complesse vengono interpretate con maggiore precisione.
2021–2022 – MUM (Multitask Unified Model): MUM è oltre 1.000 volte più potente di BERT. Capace di gestire query multilingue, multimodali e multi-turno, analizza contemporaneamente testo, immagini e video. Non si limita a trovare risposte, ma è in grado di inferire conoscenza da fonti diverse e proporre connessioni più profonde e articolate.
📌 Cambiamenti in parallelo nel comportamento degli utenti:
L’uso della ricerca vocale cresce rapidamente, grazie a dispositivi come Google Assistant, Alexa e Siri: le persone iniziano a parlare ai motori di ricerca come a degli interlocutori reali.
Le query diventano più conversazionali e meno “meccaniche”: l’utente chiede “Qual è il miglior CRM per un’azienda B2B nel 2025?” invece di “CRM B2B 2025”.
Cambia il modo in cui Google valuta i contenuti: l’intento di ricerca diventa il nuovo parametro chiave. Capire cosa cerca davvero l’utente — informazione, transazione, confronto — è più importante della semplice presenza di parole chiave.
Questa fase ha ridefinito le basi della SEO: per essere visibili, i contenuti devono rispondere con precisione, profondità e chiarezza all’intento dell’utente, parlando il suo linguaggio e anticipandone le esigenze. Non si tratta più solo di “essere trovati”, ma di meritare di essere scelti.
⚠️ Fase 5 — Il presente: SEO e AI generativa (2023–oggi)
A partire dal 2023, il mondo della SEO ha vissuto un’accelerazione mai vista prima, dovuta all’irruzione sulla scena di modelli di AI generativa come ChatGPT, Bard (ora Gemini) e Copilot. Questi strumenti non si limitano a cercare: generano risposte, anticipano le domande dell’utente e ridisegnano radicalmente l’esperienza di ricerca.
Google ha reagito rapidamente, introducendo la Search Generative Experience (SGE): una nuova interfaccia sperimentale — basata su AI — che fornisce risposte sintetiche, conversazionali e interattive direttamente nella SERP, spesso prima ancora dei link organici.
🔍 Cosa sta cambiando concretamente:
I contenuti generati da AI (testi, immagini, video) stanno invadendo il web, generando saturazione e innalzando il livello competitivo.
Gli utenti si aspettano risposte immediate, contestualizzate, e spesso non cliccano più: il traffico organico tende a ridursi.
Le ricerche diventano più complesse, multifase e multimodali: gli utenti usano testo, immagini e voce in un’unica sessione di ricerca.
🎯 Cosa significa per la SEO oggi:
Serve contenuto autentico e utile, validato da esperienze reali, autorevolezza e originalità (EEAT: Experience, Expertise, Authoritativeness, Trust).
La struttura del contenuto è più che mai strategica: heading chiari, linguaggio naturale, formati brevi ma esaustivi, dati strutturati.
Cresce l’importanza dei Featured Snippet, People Also Ask, video embedded, ricerche per immagini e web semantico.
L’ottimizzazione deve includere intelligenza conversazionale, pensando non solo a come si cerca su Google, ma anche su ChatGPT, You.com, Perplexity, ecc.
Le entità, i dati strutturati e la chiarezza semantica sono essenziali: l’AI deve capire di cosa stai parlando, non solo che usi certe keyword.
📌 Nuove sfide, nuovi strumenti:
Le aziende devono imparare a dialogare con modelli linguistici, creando contenuti che possano essere citati, compresi e sintetizzati correttamente da strumenti AI.
Cresce il valore di un ecosistema digitale integrato: sito web, CRM, blog, knowledge base, social, schema markup — tutto concorre alla visibilità.
L’analisi delle performance deve evolvere: meno attenzione al semplice click-through, più focus su impressioni AI, presenza nei box interattivi e comportamento post-query.
In questa fase, fare SEO non significa più solo “ottimizzare per Google”, ma ottimizzare per un panorama di AI interconnesse. La nuova domanda è: 👉 “Il tuo contenuto è utile per una persona, ma anche per un modello linguistico?”
🔮 Cosa ci aspetta?
La SEO non è morta, ma non è nemmeno più “solo SEO”.
È diventata parte di un ecosistema più ampio, che include:
AI generativa e risposte conversazionali
Personalizzazione spinta e comportamento utente
Integrazione con il CRM, il marketing automation e la content strategy
🎯 Le aziende B2B oggi devono pensare alla SEO come a un ponte tra contenuti di valore, dati strutturati e customer journey — e non solo come a una pratica tecnica.
✅ Il futuro della SEO si scrive ogni giorno
In 25 anni, la SEO è passata dall’essere una pratica quasi “hackabile”, a un’attività sofisticata, strategica e integrata.
Non si tratta più solo di “farsi trovare su Google”, ma di farsi trovare nel modo giusto, dalla persona giusta, nel momento giusto — e nel canale giusto (che sia una SERP, un assistente AI o una ricerca vocale).
La domanda non è “fare SEO o no?”, ma come adattarla continuamente per restare visibili, rilevanti e competitivi.
🧭 Il valore della credibilità in un mondo di “fake”
Nell’epoca dell’AI generativa, in cui ogni giorno milioni di contenuti vengono prodotti da modelli linguistici con velocità e qualità sempre più sofisticate, per l’utente è diventato estremamente difficile distinguere ciò che è realmente affidabile da ciò che è frutto di una generazione automatica, potenzialmente viziata da errori, bias o manipolazioni.
Le SERP e gli strumenti conversazionali possono restituire risposte fluide ma non sempre accurate, e spesso prive di fonti chiare o verificabili. In questo nuovo contesto, la credibilità non è più un vantaggio competitivo: è una necessità assoluta.
Proprio per questo, la brand reputation assume un ruolo centrale nella SEO contemporanea. Google — e gli utenti — premiano contenuti che portano con sé segnali chiari di autenticità, competenza e autorevolezza. Non basta più “apparire” nelle ricerche: è fondamentale essere riconosciuti come fonte affidabile nel tempo.
📌 Come si costruisce credibilità oggi?
Con contenuti verificati, firmati, contestualizzati, arricchiti da esperienze reali.
Con l’uso di citazioni, fonti attendibili, dati aggiornati e trasparenza autoriale.
Con una presenza digitale coerente e curata: bio professionali, pagine chiave ottimizzate, recensioni vere, link building di qualità.
Con una strategia editoriale che mira alla fiducia, non solo al posizionamento.
In un mondo in cui chiunque può generare un articolo in pochi secondi, ciò che fa la differenza è la reputazione che ti precede e la coerenza con cui costruisci valore nel tempo. Non si tratta più solo di ottimizzare per gli algoritmi, ma di dimostrare alle persone (e alle AI) che possono fidarsi di te.
SEO e Intelligenza Artificiale: rivoluzione o minaccia?
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha trasformato radicalmente il modo in cui navighiamo, cerchiamo informazioni e consumiamo contenuti online. Ma per chi fa business sul web, l’AI è una rivoluzione positiva o una minaccia? La risposta è semplice: dipende da come la affronti. Per le aziende che scelgono di evolvere, l’AI è un alleato straordinario. Per chi pensa che bastino ancora due keyword e qualche link, invece, il rischio è di scomparire dai motori di ricerca.
L’era dell’AI e dei Motori di Ricerca Intelligenti – cosa è cambiato
Google sta ridefinendo il modo in cui gli utenti interagiscono con le informazioni online attraverso strumenti come Google’s AI Mode e Gemini. L’AI Mode è la nuova interfaccia conversazionale sperimentale di Google Search, nota anche come Search Generative Experience (SGE): qui l’intelligenza artificiale non si limita a restituire link, ma genera risposte sintetiche, riepiloghi e consigli contestuali, direttamente nella pagina di ricerca.
Gemini, invece, è la famiglia di modelli AI di Google, evoluzione di Bard, progettata per comprendere e generare contenuti complessi in linguaggio naturale, immagini e persino codice. Gemini è già integrato in diversi prodotti Google, dalla Ricerca a Workspace. Per le aziende questo significa che posizionarsi bene non vuol dire più solo scalare la SERP tradizionale, ma anche apparire nelle risposte generate dall’AI. Un motivo in più per ripensare la propria strategia SEO con strumenti e partner all’altezza di questa nuova sfida.
Come ottimizzare un sito per il Google AI Mode
Per posizionarsi bene nel nuovo AI Mode di Google? Lo stesso motore di ricerca – se interpellato – è abbastanza è abbastanza trasparente sulle best practice da utilizzare.
È fondamentale creare contenuti di alta qualità, chiari e utili per le persone, facilmente comprensibili dall’intelligenza artificiale. Ecco i punti chiave:
1️⃣ Contenuti di qualità:
Scrivi testi utili, approfonditi e pensati per rispondere davvero alle domande degli utenti, non solo per inserire keyword.
Copri i tuoi argomenti principali in modo ampio, creando contenuti su temi correlati per costruire autorevolezza tematica.
Struttura bene i testi con titoli, sottotitoli (questo vuol dire utilizzare H1, H2, H3, … nell’HTLM !!) liste puntate e formati FAQ (domanda-risposta).
Usa immagini e video pertinenti per arricchire l’esperienza.
Applica markup schema per aiutare Google a capire meglio il contenuto.
Aggiorna regolarmente i contenuti per mantenerli attuali.
2️⃣ Ottimizzazione tecnica SEO:
Ottimizza la velocità di caricamento del sito.
Assicurati che il sito sia mobile-friendly.
Rendi il sito facilmente indicizzabile con sitemap e robots.txt ben configurati.
Crea una buona struttura di link interni.
3️⃣ Esperienza utente (UX):
Offri una navigazione intuitiva e chiara.
Inserisci call-to-action evidenti per guidare gli utenti.
Usa immagini e video di alta qualità per coinvolgere chi visita il sito.
4️⃣ Costruzione del brand e autorevolezza (E-E-A-T):
E — Experience (Esperienza): chi scrive o produce il contenuto ha esperienza diretta sull’argomento?
E — Expertise (Competenza): l’autore è competente e qualificato per trattare quel tema?
A — Authoritativeness (Autorevolezza): il sito o l’autore sono riconosciuti come fonte autorevole nel settore?
T — Trustworthiness (Affidabilità): il contenuto e il sito sono percepiti come sicuri e degni di fiducia?
Nella pratica, E-E-A-T significa: costruire un brand riconosciuto, produrre contenuti firmati da esperti, ottenere link e citazioni da altri siti affidabili e dimostrare trasparenza (es. pagine Chi siamo, contatti chiari, recensioni).
Per Google, oggi più che mai, non basta scrivere bene: serve dimostrare chi sei, perché ne sai, e perché gli utenti (e Google stesso) dovrebbero fidarsi di te.
5️⃣ Monitoraggio:
Usa strumenti come Google Search Console e Analytics per monitorare performance e problemi.
Controlla regolarmente se e come i tuoi contenuti appaiono nei riassunti AI di Google.
Essere primi su Google oggi significa parlare la lingua dell’intelligenza artificiale. Questo vuol dire strutturare i contenuti perché siano chiari per gli algoritmi NLP (Natural Language Processing), usare dati strutturati per aiutare i bot a interpretare le informazioni, ottimizzare immagini e video con metadati precisi. In altre parole: la SEO non è più un’attività una tantum, ma un processo evolutivo, che richiede aggiornamenti continui, strumenti avanzati e una strategia flessibile.
Dalla ricerca alla generazione di contenuti
L’AI non si limita a cambiare il modo in cui gli utenti trovano contenuti, ma anche come vengono creati. Oggi i testi generati o assistiti da modelli linguistici come ChatGPT permettono di produrre articoli, schede prodotto e post di blog in tempi rapidissimi. Ma attenzione: contenuti generati non significa contenuti buoni. I motori di ricerca sono in grado di riconoscere testi di bassa qualità o duplicati. Ecco perché l’AI va vista come uno strumento nelle mani di copywriter e SEO specialist, non come un sostituto.
Sopravvivere alla SEO AI-Driven: strategie e consigli
Ottimizzare la UX: Google premia siti veloci, sicuri e con navigazione chiara.
Monitorare e aggiornare: l’AI evolve in fretta, così come le linee guida dei motori di ricerca.
Content, Chatbot, Search: l’ecosistema SEO nell’era dell’AI
L’intelligenza artificiale non è solo motori di ricerca: chatbot, assistenti vocali, strumenti di ricerca interna ai siti, recommendation engine… tutto funziona grazie all’AI. Una strategia SEO moderna non può ignorare questi touchpoint: l’obiettivo è essere presenti ovunque, offrendo all’utente risposte coerenti e di valore, su ogni canale.
Cosa fare subito per non rimanere indietro
La buona notizia? Non serve reinventare tutto, ma iniziare ora. Ecco cosa puoi fare:
Verifica se i tuoi contenuti sono ottimizzati per l’AI e i motori di ricerca semantici.
Monitora regolarmente le performance del sito e individua aree di miglioramento.
Sperimenta strumenti AI per velocizzare produzione e analisi, ma senza rinunciare alla qualità.
Pianifica aggiornamenti continui: la SEO non è più statica, l’AI non dorme mai.
👉 Scarica la ✅ Check List > Ottimizzare un sito per il Google AI Mode
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In questo articolo vediamo un classico esempio di come Brand Awareness e Content Marketing abbiano aiutato le aziende a posizionarsi nella mente dei potenziali clienti.
Aumentare il traffico grazie agli argomenti giusti
Lo Studio Legale Nouvenne è un nostro cliente storico che ha saputo sfruttare al meglio le potenzialità del Content Marketing per affermarsi come punto di riferimento nel settore del diritto del lavoro.
L’avvocato Giovanni Nouvenne, con costanza e dedizione, scrive personalmente due articoli al mese su tematiche di attualità e interesse per aziende e lavoratori. La sua competenza e il suo impegno nella divulgazione hanno rafforzato la sua autorevolezza nel settore, permettendogli di costruirsi una solida reputazione online.
Il nostro supporto
Noi di GlobalKult affianchiamo lo Studio Nouvenne in questo percorso attraverso:
Ottimizzazione SEO degli articoli, per massimizzare la visibilità sui motori di ricerca.
Analisi delle keyword trend, individuando gli argomenti più ricercati dagli utenti e fornendo spunti mirati per la creazione di contenuti strategici.
Aggiornamento costante del sito, per garantire sempre performance elevate e una navigazione intuitiva.
Grazie a questa strategia, il sito non necessita di advertising: il traffico organico cresce costantemente, dimostrando la validità di un approccio basato su contenuti di valore e ottimizzazione SEO. Articoli pubblicati due o tre anni fa continuano a posizionarsi e a generare traffico, confermando che un investimento sulla qualità dei contenuti porta risultati duraturi nel tempo.
Oltre alla crescita del traffico, lo Studio Nouvenne ottiene una media di 6 richieste di consulenza al mese direttamente grazie a questa strategia, con un tasso di conversione dell’1,5% tra visitatori e richieste di consulenza. Questo dimostra che un content marketing efficace non solo porta visibilità, ma genera anche opportunità concrete di business.
L’effetto combinato di traffico non-branded e traffico branded
Un altro aspetto interessante riguarda la crescita parallela di due tipologie di traffico:
Traffico non-branded: si tratta degli utenti che arrivano sul sito cercando informazioni generiche sul diritto del lavoro, senza conoscere ancora lo Studio Legale Nouvenne. Grazie all’ottimo posizionamento organico, questo traffico è in costante crescita.
Traffico branded: con l’aumento della brand awareness, sempre più utenti cercano direttamente il nome dello Studio o dell’Avvocato Nouvenne, segno di una notorietà sempre più consolidata nel settore.
Conclusioni
L’efficacia di questa strategia dimostra come un Content Marketing costante e ottimizzato possa sostituire l’advertising tradizionale, posizionando l’azienda nella mente dei potenziali clienti e garantendo una crescita stabile e sostenibile nel tempo.
da blog a Magazine: un Digital Hub per la brand reputation
Insieme a Dieci abbiamo lanciato una versione rinnovata blog che è diventato un vero e proprio Magazine Online, il risultato di un processo iniziato nel 2019, quando la rivista cartacea è stata convertita nel blog aziendale.
In questa prima fase, non avevamo solo portato gli articoli online, ma erano stati rielaborati e ottimizzati per la SEO, migliorando il posizionamento sui motori di ricerca e aumentando la rilevanza per il pubblico target.
Oggi, il Dieci Magazine è un digital hub completo, che si pone come un punto di riferimento nel settore dei sollevatori telescopici.
Dieci Srl è leader nella produzione di sollevatori telescopici e macchine da cantiere, con una presenza internazionale. L’azienda si rivolge principalmente a dealer, professionisti del settore e aziende che utilizzano i suoi mezzi in vari ambiti operativi.
essere percepiti come leader di mercato
la sfida
Dieci ha affrontato la sfida di rimanere rilevante in un mercato altamente competitivo, dove l’evoluzione digitale è essenziale per mantenere un contatto costante e profondo con i propri interlocutori B2B.
Insieme a Dieci creiamo da anni contenuti che rilevanti, informativi e coinvolgenti il pubblico di riferimento. La sfida era dar loro la giusta visibilità e rilevanza. L’obiettivo era sviluppare un formato che fosse facile da navigare, potenziasse l’engagement e rispecchiasse il valore editoriale prodotto.
Un Magazine Digitale trasforma i contenuti in un asset strategico, crea esperienze coinvolgenti e migliora la brand reputation, facendoti percepire come punto di riferimento nel mercato.
Lead Generation
contenuti, lead generation e posizionamento attraverso il CRM
la soluzione
Il nuovo Dieci Magazine non solo ha rafforzato il legame con dealer e professionisti, ma ha anche contribuito a migliorare il posizionamento SEO, aumentando il traffico e rafforzando la brand reputation.
Il Magazine fa percepire il marchio come un punto di riferimento autorevole nel settore, a cui rivolgersi per informazioni e aggiornamenti. Inoltre, stimola la condivisione dei contenuti, amplificando ulteriormente la visibilità e il coinvolgimento dei dealer, degli utilizzatori finali e dei professionisti del settore.
Il content marketing è uno strumento potente per costruire fiducia e autorità nel proprio settore. Un blog aziendale è un ottimo punto di partenza per fare content marketing, ma per costruire autorevolezza e attrarre il pubblico giusto serve qualcosa di più: un vero Magazine Digitale. Perché?
Trasforma i contenuti in un asset strategico, con format più ricchi e strutturati;
Crea un’esperienza più coinvolgente per i lettori, con rubriche, interviste e analisi di settore;
Migliora il posizionamento del brand come punto di riferimento nel mercato;
Aumenta le opportunità di lead generation e fidelizzazione.
la grafica al servizio dei contenuti
attività
Selezione e classificazione dei contenuti per garantire una comunicazione mirata e rilevante.
Creazione di un layout distintivo differenziando graficamente i vari tipi di contenuti per migliorare l’esperienza utente.
Inserimento di tag di navigazione suddividendo gli articoli in categorie chiare e facilmente esplorabili per una navigazione intuitiva.
Inserimento di contenuti multimediali come video, per arricchire i contenuti e offrire una fruizione più dinamica e coinvolgente.
Ottimizzazione SEO per garantire il posizionamento, incrementare il traffico e migliorare la visibilità online.
L’integrazione del CRM Marketing HubSpot ha permesso a Lavor S.p.A. di ottimizzare le sue operazioni di marketing e gestione dei clienti, raggiungendo una crescita notevole della brand awareness e ottenendo un posizionamento migliore su Google, contribuendo così al successo dell’azienda nel settore delle idropulitrici.
Lavor S.p.A. è tra i principali player nell’industria del Cleaning a livello globale, un successo di lungo corso reso possibile dallo sforzo costante di portare sul mercato prodotti ben progettati che rispondono alle esigenze dei loro clienti.
La costante ricerca di soluzioni tecnologiche all’avanguardia non si ferma alla progettazione e produzione ma abbraccia tutti i dipartimenti di questa storica azienda che per ottimizzare e gestire al meglio le attività marketing e il rapporto con i clienti si è dotata di una piattaforma CRM professionale: HubSpot Marketing Professional.
clienti b2b comunicazione b2c
la sfida
Lavor Spa, si trovava di fronte a diverse sfide:
1. creare brand awareness,
2. individuare potenziali rivenditori o importatori,
3. migliorare il proprio posizionamento su Google,
4. ottimizzare la gestione delle richieste provenienti dal proprio sito web.
l’attività di marketing ha generato in media 1 offerta al mese nel 2024.
Tracciamento dei risultati
contenuti, lead generation e posizionamento attraverso il CRM
la soluzione
Per affrontare queste sfide, Lavor Spa ha optato per l’integrazione del CRM Marketing HubSpot.
Abbiamo utilizzato HubSpot per creare landing page dedicate a specifiche applicazioni (Agricoltura, Edilizia, Floor Care), concentrandoci così su nicchie di mercato per fornire contenuti altamente rilevanti ai visitatori del sito web. Questo approccio ha contribuito a generare lead di alta qualità sui quali poter innestare funnel di lead nurturing specifici.
Per quanto riguarda il posizionamento su Google, con l’aiuto di HubSpot abbiamo implementato la strategia SEO tramite l’organizzazione dei contenuti per cluster. Questo approccio migliora l’ottimizzazione dei contenuti sia del sito che del blog e permette di individuare argomenti specifici per contenuti mirati, portando ad un significativo miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca.
uno strumento 4 risultati
i risultati
Posizionamento ottimale su Google: per quanto riguarda il posizionamento su Google, con l’aiuto di HubSpot abbiamo implementato la strategia SEO tramite l’organizzazione dei contenuti per cluster, portando a un significativo miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca.
Miglioramento nella gestione delle richieste provenienti dal sito: suddividendo i form presenti sul sito secondo la casistica delle richieste di cui si prendevano carico, siamo riusciti ad inviarle direttamente ad ogni dipartimento di competenza; inoltre, all’interno dei form sono presenti le informazioni necessarie a seconda della tipologia di richiesta. Questo ha permesso non solo di snellire le pratiche di smistamento dei messaggi ma di poter tenere traccia di tutte le interazioni tra azienda ed utenti ed analizzarle a livello globale tramite le statistiche.
Crescita della brand awareness: la piattaforma CRM è integrabile con tutte le maggiori piattaforme di advertising in modo da avere una panoramica generale di tutte le attività su un unico pannello. Grazie all’integrazione di campagne sponsorizzate di adv, Lavor Spa ha migliorato la propria brand awareness, sia nel settore delle idropulitrici domestiche sia in quello del professional cleaning.
Identificazione dei lead di qualità: l’integrazione CRM ha consentito di individuare facilmente i lead più promettenti, come rivenditori o importatori interessati, e di girare direttamente questi lead al commerciale di riferimento con tutte le informazioni relative alle loro interazioni con il sito web (pagine viste, brochure scaricate, ecc.).
Nel mondo digitale in costante evoluzione, creare contenuti di qualità è fondamentale per attirare e coinvolgere l’audience. Tuttavia, se ci si limita a creare contenuti senza una strategia di SEO e posizionamento ben definita, l’efficacia di tali sforzi potrebbe essere compromessa e la frustrazione potrebbe essere inevitabile.
Creare contenuti per una strategia SEO
Una strategia di SEO (Search Engine Optimization) è essenziale per ottimizzare i tuoi contenuti in modo che siano facilmente individuabili e posizionati in modo prominente nei risultati di ricerca. Senza una corretta ottimizzazione, i tuoi sforzi di creazione di contenuti potrebbero essere vanificati, rendendo difficile raggiungere il tuo pubblico di riferimento e ottenere risultati concreti.
Una delle principali sfide di creare contenuti senza una strategia di SEO è la mancanza di visibilità online. I tuoi contenuti potrebbero essere ben scritti e informativi, ma se non vengono posizionati in modo adeguato sui motori di ricerca, rischiano di restare invisibili agli occhi dell’audience. Senza un posizionamento efficace, il potenziale di raggiungere nuovi utenti e generare traffico organico verso il tuo sito web sarà limitato.
Strategia di posizionamento: come targetizzare le parole chiave
Inoltre, senza una strategia di posizionamento, potresti non sfruttare appieno le opportunità di targettizzazione delle parole chiave. Le parole chiave sono il fondamento della SEO e consentono ai motori di ricerca di comprendere il contenuto del tuo sito web. Una ricerca accurata delle keywords e la loro integrazione strategica nei tuoi contenuti possono aiutarti a posizionarti in modo efficace per le query rilevanti del tuo pubblico di riferimento. Senza una strategia di posizionamento, potresti perdere l’opportunità di catturare il traffico organico generato da queste parole chiave e di raggiungere gli utenti interessati ai tuoi prodotti o servizi.
Mancanza di una strategia SEO: cosa succede al posizionamento
Inoltre, la mancanza di una strategia di SEO e posizionamento può compromettere l’esperienza degli utenti sul tuo sito web. I motori di ricerca valutano diversi fattori, come la velocità di caricamento delle pagine, la struttura del sito e l’usabilità complessiva, per determinare il posizionamento dei siti web nei risultati di ricerca. Senza un’adeguata ottimizzazione tecnica e una progettazione orientata all’usabilità, potresti riscontrare problemi di accessibilità e di coinvolgimento degli utenti. Ciò potrebbe portare a un alto tasso di abbandono del sito e a un impatto negativo sul posizionamento complessivo.
In conclusione, creare contenuti senza una vera strategia di SEO può essere un approccio frustrante e inefficace. Per massimizzare l’impatto dei tuoi sforzi di creazione di contenuti, è fondamentale sviluppare una strategia di SEO solida e integrarla nella tua strategia di marketing complessiva. Investire tempo ed energie per comprendere e implementare le migliori pratiche di SEO ti aiuterà a posizionarti in modo efficace sui motori di ricerca, raggiungere il tuo pubblico di riferimento e ottenere risultati concreti.
Nel mondo digitale di oggi, il posizionamento su Google riveste un ruolo fondamentale per il successo di un’azienda. I direttori marketing, i capi azienda e i responsabili vendite spesso si pongono la domanda: “Siamo posizionati meglio o peggio dei nostri competitors su Google?”. In questo articolo, esploreremo metodi e strumenti utili per monitorare la tua posizione su Google e valutare la tua presenza online rispetto alla concorrenza. Comprendere dove ti trovi e come ti confronti con i tuoi competitors può fornirti preziose informazioni per ottimizzare la tua strategia di marketing digitale e migliorare i risultati.
Utilizza strumenti di monitoraggio
Per valutare la tua posizione su Google rispetto ai competitors, è fondamentale fare affidamento su strumenti di monitoraggio delle posizioni. Google Search Console è uno strumento gratuito fornito da Google che fornisce informazioni dettagliate sulle parole chiave per cui il tuo sito è classificato e ti permette di confrontare le tue performance con quelle dei tuoi competitors. Puoi ottenere dati sulla posizione media, il volume di ricerca e altro ancora. Altri strumenti di terze parti, come SEMrush o Moz, offrono funzionalità avanzate per analizzare la tua posizione organica e confrontarla con quella dei tuoi concorrenti. Questi strumenti ti forniscono dati e insight preziosi che ti aiutano a comprendere il tuo posizionamento e a identificare opportunità di miglioramento. Monitorare regolarmente la tua posizione su Google ti permette di valutare l’efficacia delle tue strategie di SEO e di adottare azioni correttive per migliorare la tua posizione rispetto ai competitors.
Analizza le parole chiave pertinenti
Le parole chiave svolgono un ruolo cruciale nel posizionamento su Google. Per valutare se sei posizionato meglio o peggio dei tuoi competitors, è importante analizzare le parole chiave pertinenti per il tuo settore. Puoi utilizzare strumenti di ricerca delle keywords come Google Keyword Planner, SEMrush o Ahrefs per identificare le parole chiave più rilevanti e valutare la loro popolarità e competitività.
Ad esempio, supponiamo che tu gestisca un’azienda B2B. Puoi analizzare le parole chiave come “marketing aziende B2B”, “come vendere prodotti B2B, “utlizzo social media nel B2b” e altre correlate al tuo settore. Confronta i risultati delle ricerche delle parole chiave con quelli dei tuoi competitors per capire se la tua presenza è più o meno forte. Puoi anche esaminare le pagine dei tuoi concorrenti che si posizionano bene per determinate Keywords e analizzare come utilizzano quelle parole chiave nei loro contenuti, nei titoli delle pagine, nelle meta description e nelle tag degli header.
Questo tipo di analisi ti aiuterà a comprendere come i tuoi competitors ottengono risultati migliori o peggiori rispetto a te su specifiche parole chiave. Potrai quindi ottimizzare i tuoi contenuti, creare pagine mirate e implementare strategie SEO mirate per migliorare la tua posizione su Google. Ricorda che il focus dovrebbe essere sulla qualità dei contenuti e sulla pertinenza delle parole chiave utilizzate.
Valuta i fattori di ranking
Per capire se sei posizionato meglio o peggio dei tuoi competitors su Google, devi valutare i fattori di ranking che influenzano la classifica dei risultati di ricerca. Google utilizza numerosi fattori per determinare la posizione di un sito web, tra cui:
Contenuto di qualità: Assicurati di avere contenuti pertinenti, informativi e di valore per gli utenti. Utilizza parole chiave in modo naturale e offri risposte alle domande e alle esigenze degli utenti.
Struttura del sito: Una struttura di navigazione ben organizzata e una gerarchia di pagine chiara facilitano l’indicizzazione da parte di Google e migliorano l’esperienza utente.
Autorità dei link: I link da altri siti web autorevoli che puntano al tuo sito possono aumentare la tua autorità e migliorare il posizionamento. Valuta i link in ingresso dei tuoi competitors per identificare opportunità di ottenere link di qualità.
Esperienza utente: Assicurati che il tuo sito offra una navigazione intuitiva, tempi di caricamento rapidi e un design responsive. Un’esperienza utente positiva può influenzare il posizionamento su Google.
Segnali social: L’attività sui social media, come condivisioni, like e commenti, può influenzare la visibilità del tuo sito web e il posizionamento su Google.
Ottimizzazione per dispositivi mobili: Con il crescente utilizzo dei dispositivi mobili, è fondamentale che il tuo sito sia ottimizzato per offrire una buona esperienza di navigazione su smartphone e tablet.
Valutando questi fattori di ranking rispetto ai tuoi competitors, puoi identificare aree di miglioramento e adottare le migliori pratiche per posizionarti al meglio sui motori di ricerca. L’analisi di ciò che funziona per i tuoi i tuoi rivali sul mercato ti permette di trarre spunti e di implementare strategie efficaci per ottenere una posizione migliore rispetto alla concorrenza su Google.
Monitora le performance nel tempo
Per valutare se sei posizionato meglio o peggio dei tuoi competitors su Google, è importante monitorare le performance del tuo sito web nel tempo. Utilizza strumenti di analisi web come Google Analytics per ottenere dati dettagliati sul traffico, le visite e il comportamento degli utenti sul tuo sito.
Monitora le metriche chiave come il numero di visite organiche, il tempo medio di permanenza sul sito, il tasso di conversione e il numero di pagine viste. Confronta queste metriche con quelle dei tuoi competitors per avere una panoramica completa delle performance. Ad esempio, se noti che il tuo sito ha un tasso di conversione più basso rispetto ai tuoi concorrenti, potrebbe essere necessario ottimizzare le tue pagine di destinazione o migliorare l’usabilità del sito.
Oltre alle metriche di base, analizza anche le keyword per cui il tuo sito si classifica e il traffico che generano. Puoi utilizzare strumenti come Google Search Console o SEMrush per ottenere queste informazioni. Se noti che i tuoi competitors si posizionano meglio di te per determinate keyword e generano più traffico, potrebbe essere necessario rivedere la tua strategia di contenuti e di ottimizzazione.
Il monitoraggio delle performance nel tempo ti consente di identificare eventuali cambiamenti nelle posizioni, comprendere le tendenze di ricerca e adattare la tua strategia di SEO per migliorare il posizionamento rispetto ai competitors. Ricorda che il posizionamento su Google è un processo continuo e richiede un monitoraggio costante per ottenere risultati duraturi.
Conclusioni
Capire se sei posizionato meglio o peggio dei tuoi competitors su Google è cruciale per il successo del tuo business online. Utilizza gli strumenti di monitoraggio, analizza le parole chiave pertinenti, valuta i fattori di ranking e monitora le performance nel tempo. Questi passaggi ti aiuteranno a ottenere una panoramica completa e a prendere decisioni informate per migliorare la tua presenza online. Ricorda che il posizionamento su Google richiede impegno e costante ottimizzazione, ma i risultati possono essere estremamente vantaggiosi per la tua azienda.
Far arrivare un cliente sulla prima pagina di Google è sempre una soddisfazione. Ottenere quello che si chiama snipped in primo piamo è davvero gratificante! Lo snipped è un risultato particolarmente significativo che viene mostrato da Google come primo risultato organico con una descrizione sopra al relativo link e di cui spesso viene visualizzata anche un’immagine.
In questo articolo prenderemo in esame tre nostri clienti, di cui curiamo SEO e posizionamento per vedere, in maniera concreta, come la strategia SEO e content abbia influito sul rendimento dei siti web.
Per un’azienda essere visualizzata come snipped significa ottenere: visibilità, considerazione e riconoscibilità; significa diventare – nell’opinione di Google – il punto di riferimento per quel termine specifico.
Questo risultato può essere ottenuto mediante diverse attività: dei tre snipped ( Dieci srl, Comet spa e Project srl) riprodotti nelle immagini (screen-shot di ricerche fatte rigorosamente in incognito) uno riporta il link ad una pagina del sito costruita appositamente per il posizionamento, gli altri due sono articoli del blog scritti per un posizionamento su long tail keywor.
Il posizionamento su long tail keyword è quello che punta a keyword più specifiche, in modo da essere sicuri che l’utente stia effettivamente cercando il nostro prodotto. Questa tipologia di posizionamento risulta estremamente utile in contesti molto competitivi o su parole chiave particolarmente generiche. Tramite una buona pianificazione del piano editoriale è possibile posizionarsi su diverse long tail keywords in modo da porsi come “autorità” di settore.
Prendiamo per esempio la keyword pompe a membrana, analizzandola abbiamo scoperto che una delle domande associate a questa keyword è: come funzionano le pompe a membrana?
A questo punto abbiamo creato un contenuto specifico per rispondere a questa domanda, ed il nostro contenuto, nel tempo, si è posizionato come snipped in primo piano:
Stabilito quanto sia bello e gratificante arrivare in alto, cerchiamo adesso di capire quanto sia utile.
Migliorare il posizionamento fa crescere il traffico
A parte la soddisfazione di vedersi primi, come influisce un buon posizionamento sul rendimento di un sito web? In primo luogo ne aumenta sensibilmente il traffico, il riscontro è evidente negli Analytics del sito: facciamo parlare i numeri.
dieci.com: da invisibile a SEO multilingue
Quando abbiamo cominciato a lavorare sul sito dieci.com questo era posizionato solamente per keywords che contenevano la ragione sociale. Questo tipo di posizionamento viene chiamato branded ed è quello naturale di ogni sito – che, almeno, dovrebbe essere in prima pagina se lo ricerchiamo con il nome stesso dell’azienda.
L’interesse dell’azienda, però, era quello di posizionarsi con query generiche riferite ai propri prodotti: sollevatori telescopici edili e agricoli.
L’intervento SEO in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco ha portato il sito in prima pagina per molte keywords legate a sollevatori telescopici nelle varie lingue. Il miglioramento di visibilità ha portato un conseguente e costante aumento del traffico:
Dall’inizio del 2020 a metà 2021 il traffico è stato sempre in crescita raddoppiando quasi gli utenti del periodo precedente:
Inoltre, cosa molto importante per la committenza, la visibilità e il traffico sono aumentati soprattutto all’estero, in alcuni casi quadruplicando il numero degli utenti:
comet-spa.com: SEO e Content aumentano visibilità, traffico e brand awareness
Anche per il sito comet-spa.com il lavoro di SEO e content marketing ha portato ad un significativo aumento del traffico (70% rispetto al periodo precedente):
Gli Analytics ci forniscono dati interessanti e provano come la strategia SEO affiancata ad una buona pianificazione di content marketing porti risultati anche nel lungo periodo: tra le pagine più visualizzate, infatti, troviamo un articolo pubblicato in Ottobre 2019 (I parametri fondamentali che definiscono le prestazioni di una pompa ) che continua a riscuotere visualizzazioni e traffico, posizionandosi al quinto posto delle pagine più visitate e facendo confluire sul sito traffico organico sempre nuovo dal motore di ricerca .
ttprj.com progetto internalizzazione
A metà 2020 Project srl ci ha contattati chiedendoci un progetto per rendere l’azienda accessibile a pubblici anglofoni, ed in generale all’estero, in particolare, il posizionamento su Google a livello mondiale era uno degli obbiettivi principali.
Una volta individuate le keywords su cui lavorare, il passo successivo è stato quello di tradurre l’intera piattaforma web aziendale. Le traduzioni sono state costruite in modo da assecondare i motori di ricerca mondiali e garantire quindi un ranking del sito web positivo.
Dal primo novembre 2020 fino ad oggi, sono stati raccolti risultati più che positivi, raggiunti grazie alla strategia SEO in lingua inglese, che segnano aumenti rilevanti per i mercati esteri individuati in fase di studio:
Cina: aumento del 75% di nuova utenza,
Stati Uniti: aumento del 53% di nuova utenza,
Paesi Bassi: aumento del 208% di nuova utenza;
Svizzera: aumento del 700% di nuova utenza.
A livello mondiale, durante il periodo 01/11/2020-01/07/2021, le ricerche organiche sono passate dal 36% al 66%, evidenziando il successo della strategia SEO per la lingua inglese-
SEO e content sono il primo strumento verso un web marketing efficace
La scalata alle SERP (le pagine di Google) è una maratona che va affrontata con una pianificazione sul lungo periodo. Per raggiungere le prime posizioni (e mantenerle) un sito necessita di messa a punto e aggiornamenti costanti.
Nuovi contenuti pertinenti mantengono alta l’attenzione del motore di ricerca, canalizzando nuovi utenti sulle nostre pagine, dove, con una buona strategia di conversione, potrebbero trasformarsi in leads e successivamente in clienti.
Aumentare in maniera consistente il traffico è il primo passo per aumentare la generazione di lead e la brand awareness, ed è una metrica importante nella pianificazione di ogni strategia di digital marketing.
Scrivere per il B2B è faticoso, scrivere articoli interessanti per il B2B è davvero difficile.
Ecco perché la maggior parte dei blog delle aziende produttive include solamente news corporate o aggiornamenti su fiere ed eventi.
Ma il content marketing per le aziende B2B è uno strumento davvero potente, che può servire contemporaneamente 2 obiettivi molto importanti per ogni azienda:
Abbiamo incontrato il loro ufficio marketing nel 2018 ed il nostro primo approccio è stato produrre un’analisi sul posizionamento del loro sito rispetto a parole chiavi del loro settore (in questo caso sollevatore telescopico agricolo e sollevatore telescopico edile). Questa analisi ha messo in evidenza che il sito era posizionato SOLAMENTE per branded-keywords, cioè parole chiave che contenevano la ragione sociale dell’azienda.
Questo significa che il sito veniva visitato solo da persone che già conoscevano l’azienda e che stavano cercando il loro prodotto.
Dieci srl è un’azienda nota ed il mercato dei sollevatori telescopici si divide, sostanzialmente, tra 5 grandi players. Spesso in queste situazioni ci troviamo di fronte aziende che sottovalutano lo svantaggio di un cattivo posizionamento; spesso, pensando di muoversi in un mercato di nicchia, credono che tutti li conoscano e che il posizionamento con branded-keyword sia sufficiente.
Per fortuna questo non è stato il caso di Dieci srl, che invece ci ha chiesto di correre immediatamente ai ripari per raggiungere tutta quella fetta di mercato che navigando su Google cerca semplicemente il prodotto senza specificarne la marca.
Ottimi contenuti ma non SEO oriented
C’era anche un altro aspetto che differenzia Dieci srl rispetto a molte aziende del settore metalmeccanico: erano già presenti ottimi ed abbondanti contenuti.
Non solo l’azienda aggiornava costantemente il blog ma pubblicava anche un suo Magazine in formato pdf con storie di sollevatori telescopici Dieci in tutto il mondo, sottolineandone la versatilità e l’affidabilità, caratteristiche salienti di questi prodotti.
Fare SEO in 4 mosse
A questo punto abbiamo disegnato una strategia SEO da portate avanti in 4 step fondamentali:
Analisi delle parole chiave, una volta deciso che il sito DOVEVA posizionarsi per keywords generiche abbiamo cercato di capire quali fossero non solo quelle che portavano più traffico, ma anche traffico coerente
Revisione della struttura del sito in alcune sue parti (come ad esempio il menù) e ottimizzazione del back-end per eliminare le barriere all’indicizzazione
Ideazione pagine SEO che facilitassero il motore di ricerca a collocare il sito nelle SERP per ricerche con keywords generiche
Ri-organizzazione,ri-scrittura e ri-pubblicazione dei contenuti del blog secondo una SEO Content Strategy
Incredibili risultati in soli 6 mesi
In meno di sei mesi il sito è passato dal NON essere indicizzato, cioè dal non comparire in nessuna pagina di Google per ricerche con keywords generiche, ad arrivare in PRIMA pagina per tutte le keywordsu cui abbiamo lavorato:
Ed in prima posizione assoluta per le keywords sollevatore telescopico agricolo e sollevatore telescopico edile
Abbiamo visto il sito, letteralmente, scalare le SERP di giorno in giorno, e questo incredibile risultato è soprattutto merito di una SEO Content Strategyvincente.
SEO Content Strategy per aziende B2B
Per un sito che non è mai stato ottimizzato lato SEO, o che cerca di posizionarsi con parole chiave altamente competitive è inutile lavorare direttamente sulle short-tail keywords. Per ogni parola chiave “primaria” che individuiamo (nel nostro caso sollevatore telescopico agricolo e sollevatore telescopico edile) cerchiamo, quindi, delle long-tail keywords che approfondiscano l’argomento originale (nel nostro caso per esempio: sollevatore telescopico agricolo per allevamenti, sollevatore telescopico agricolo per cerealicoltura, sollevatore telescopico edile per lavori edili, sollevatore telescopico edile per miniere e cave, ecc.) In questo modo possiamo individuare un elenco di argomenti interessanti da trattare sul blog aziendale. Questo tipo di approccio consente alle aziende di intercettare persone che, seppur cercando lo stesso prodotto, hanno interessi e problemi diversi.
L’insieme degli “argomenti secondari” crea un cluster. Questo modello di SEO è chiamato “topic cluster” e i moderni algoritmi dei motori di ricerca ne dipendono per connettere gli utenti con le informazioni che stanno cercando.
Se vuoi approfondire come funziona il “topic cluster” guarda questo breve video HubSpot
Posizionamento SEO in altre lingue
Dal 2020 a oggi ci siamo invece concrntrarti sul posizionamento del sito in inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Anche in questo caso i passi da seguire sono stati gli stessi:
Analisi delle ketwords
Mappatura dei contenuti
Ottimizzazione back-end
Ottimizzazione dei contenuti tradotti per essere sicuri che valorizzassero nel modo corretto le keywords individuate
Anche in questo caso i risultati sono stati più che soddisfacenti, il sito è arrivato in prima pagina con keywords come telehandlers, elevadores telescopico, teleskoplander, élévateurs telescopiques, sulle estensioni: .co.uk, .com, .fr, .de, .es, .com.mex e molte altre.
Per un’azienda che opera a livello internazionale è importante posizionarsi anche in altre lingue ed altre estensioni di Google. Spesso questo risultato viene raggiunto tramite sponsorizzazioni costose o azioni SEO mirate sulla singola lingua/nazione.
Ma una strategia focalizzata sui contenuti e buone traduzioni possono ottenere risultati migliori e più duraturi.
Migliorare il posizionamento significa anche aumentare il volume di traffico
Il miglioramento di visibilità ha portato un conseguente e costante aumento del traffico. Dall’inizio del 2020 a metà 2021 il traffico è stato sempre in crescita raddoppiando quasi gli utenti del periodo precedente:
Il volume di traffico è aumentato soprattutto all’estero, in alcuni casi, come ad esempio in Germania, quadruplicando il numero degli utenti.
Conclusioni
Volendo concludere come siamo partiti: scrivere articoli interessanti per il B2B è difficile, ma sicuramente NON impossibile e soprattutto molto proficuo in termini di:
Dietro, però, ci deve essere una strategia di content marketing, in questo modo il blog risulterà organico e coprirà gli aspetti più interessanti per gli utenti a cui si rivolge.
Inoltre, sarà più facile individuare gli argomenti da trattare e scrivere articoli non ripetitivi. Potete focalizzarvi su case history, sulla risoluzione dei problemi, sulle applicazioni del vostro prodotto, sull’utilizzo di accessori e così via… dopo un’accurata analisi scoprirete che ci sono molti aspetti interessanti del vostro prodotto che davate per scontati.
Coinvolgete, se possibile, anche l’ufficio commerciale, l’ufficio tecnico e l’assistenza, da questi dipartimenti arrivano sempre suggerimenti interessanti su quello che i potenziali clienti e i clienti vogliono sapere o sulle problematiche più frequenti.