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  • I 14 comandamenti per ottenere risultati ad una fiera B2B di settore

    I 14 comandamenti per ottenere risultati ad una fiera B2B di settore

    Fiere B2B in numeri: un nostro cliente è stato recentemente con la sua azienda ad una fiera del suo settore la IFAT ad Amsterdam. Con 3.305 espositori e 141.000 visitatori in 4 giorni la fiera delle nuove tecnologie ambientali è sicuramente una grande fiera internazionale e come tante altre prevede una grosso impegno da parte di chi vi partecipa sia economico che di organico.

    Ecco allora perché è molto importante riuscire a prepararsi al meglio predisporre la forza vendita ad un approccio assertivo ed efficace in modo da potersi distinguere tra una concorrenza agguerrita e numerosa.

    Qual è l’approccio vincente alle fiere B2B?

    Abbiamo messo insieme 14 “comandamenti” in modo da avere una check list dei principi sia comportamentali che organizzativi per un approccio vincente alla fiera di settore:

    1. Definisci esattamente cosa vuoi ottenere. Prima di qualsiasi fiera B2B, evento o campagna di advertising chiediti sempre: “Cosa stiamo cercando?” lead? brand awareness? fidelizzazione del cliente? o leadership di mercato? La definizione di obiettivi precisi (e misurabili) è alla base di qualsiasi azione di marketing che si rispetti.
    2. Alzati e sii pronto. Spesso alle fiere si vedono espositori che siedono dietro un tavolo aspettando i prospect. Non farlo. Spingi il tavolo contro il muro e alzati in piedi. La tua azienda paga migliaia o decine di migliaia di euro per essere lì per un periodo di tempo brevissimo, non lo sprecare.
    3. Distinguiti. Cerca di assicurarti uno stand in una buona posizione (meglio una fiera in prima fila che due fiere nelle retrovie). Utilizza i colori: quelli del tuo marchio, e colori a contrasto con esso se non sono abbastanza vivaci.
    4. Targettizza esattamente le persone con cui vuoi parlare.
      Definisci chi vuoi incontrare per titolo e funzione, quindi cercali specificatamente nel tuo database delle fiere del passate, o su LinkedIn, Facebook, ecc.
    5. Tratta gli appuntamenti da appuntamenti (perché lo sono). Prendi il telefono 3-6 settimane prima dell’evento e invita queste persone ad incontrarti allo stand. Se non disponi di una saletta privata fissa gli appuntamenti in sale riunioni o altri luoghi dove il pubblico non ha accesso.
      Tieni un database aggiornato con tutti i tuoi appuntamenti e se qualcuno non si presenta contattalo immediatamente, non aspettare le fine della fiera.
    6. Preparati molto bene sulle domande chiave. Tieni traccia di tutte le domande che ti vengono poste dai visitatori del tuo stand e condividi le risposte con gli altri membri dello staff, in modo da essere coordinati su risposte chiare e coerenti.
    7. Racconta sempre la cosa più figa del tuo prodotto. “le caratteristiche raccontano … i benefici vendono!”, ma non alle fiere. Quando un buyer attraversa una fiera con 100 stand diversi, in ognuno ascolta una fila di caratteristiche e vantaggi. Se puoi, stupiscilo con qualcosa che gli rimanga impressa sopra tutti i benefici e le caratteristiche che gli hanno raccontato.
    8. Usa il judo, non il pugilato. Il judo utilizza il moto e il peso di un avversario contro di lui andando nella sua stessa direzione, quindi spostandoli nella direzione in cui vogliono andare. Osserva, ascolta e asseconda quello che dicono, non saltare dentro e iniziare con un discorso imparato a memoria.
    9. Sii assertivo, non aggressivo. Assertivo è qualcuno che è disposto a presentarsi ai passanti, aggressivo è chi non li lascia passare per presentarsi.
    10. Sii radicalmente specifico. Quando si forniscono statistiche o casi di studio, non utilizzare numeri tondi. Sembrano truccati. Quando parli alle persone della tua tecnologia, dì loro un miglioramento del 58,7% NON più del 50%. Quando fissi un appuntamento dì: “10:45 di venerdì mattina in fondo alle scale di ingresso” … NON “facciamo verso le 10 vicino all’ingresso”.
    11. Follow-up immediato. E’ necessario ricontattare i lead molto rapidamente. L’ideale è riuscire a fissare una riunione direttamente durante la fiera, oppure fissare appuntamenti per i giorni subito successivi se qualche potenziale si trattiene più a lungo. Comunque SEMPRE inserire i nominativi raccolti in un CRM e far seguire quella notte stessa un’e-mail di presentazione aziendale e una richiesta di connessione su LinkedIn, … magari una telefonata il giorno successivo.
    12. Sii piacevolmente persistente. Un venditore medio fa solo 1.5 chiamate telefoniche per seguire un lead. Una ricerca del Dr. James Oldroyd sull’ Harvard Business Review mostra che il venditore medio dovrebbe eseguire da 6 a 9 tentativi.
      Utilizzare un software di follow-up automatico in questi casi può essere la chiave di volta che aumenta la conversione dei tuoi lead in maniera drastica.
    13. Brif e debrief. James D. Murphy nel libro “Flawless Execution” racconta le modalità dell’aviazione americana: prima di una missione i piloti si scambiano reciprocamente un brief sull’obiettivo della missione in questo modo si impegneranno per uno scopo comune. Dopo la missione si riuniscono immediatamente per il de-brief in modo da imparare dagli eventuali errori e migliorare le loro prestazioni.
      Nome e rango sono scritti su toppe attaccate con il velcro alle tute di volo, entrando nella stanza del de-brief si staccano simbolicamente quelle etichette e le lasciano su un tavolo all’ingresso. In questo modo possono essere schietti, onesti senza preoccuparsi delle ripercussioni.
    14. Pianifica con largo anticipo e prendi note. Una fiera B2b o di settore oggi come oggi deve essere pianificata con almeno un anno d’anticipo. (Per una time line di pianificazione puoi leggere questo articolo sul nostro blog.)
      Assicurati ad ogni evento di prendere note su tutti gli aspetti della gestione e realizzazione dell’evento in modo che alla prossima occasione tu li possa rispolverare per trarne ottimi spunti e non rifare gli stessi errori.

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  • Come il digital marketing ti salva la fiera

    Come il digital marketing ti salva la fiera

    Digital Marketing e Fiere B2B

    Il digital marketing ci offre strumenti molto efficaci per amplificare i risultati della nostra presenza ad una fiera di settore.

    La fiera di settore è un’opportunità imperdibile di incontrare gli addetti ai lavori interessati al tuo prodotto. E’ anche un impegno molto grosso concentrato in pochi giorni, dobbiamo, quindi, utilizzare tutti i mezzi che la tecnologia ci offre per aiutare il nostro staff di vendita e trasformare tutti i contatti raccolti in effettivi clienti.

    Ci sono tre fasi distinte per una strategia di marketing digitale a supporto della partecipazione ad una fiera: prima, durante e dopo la fiera. Ogni fase ha i propri obiettivi:

    • Prima della fiera: il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di promuovere la tua partecipazione alla fiera con i tuoi attuali clienti e potenziali clienti (quelli con cui hai magari trattative in corso, o hai già preso contatti), per incoraggiare la loro visita al tuo stand.
    • Durante la fiera: il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di raccogliere quanti più dati possibili sui partecipanti che incontri.
    • Dopo la fiera: il tuo obiettivo dovrebbe essere sviluppare relazioni con il maggior numero di contatti raccolti per generare vendite.

    Prima della fiera

    • Costruisci una Landing Page che informi sulla tua partecipazione all’evento e contenga tutte le informazioni importanti.
    • Promuovi la partecipazione alla fiera tramite i tuoi social (Linked-in, Facebook, Twitter, ecc.), calendarizza più post che parlino dell’evento almeno a partire da 2-3 mesi prima.
    • Crea una newsletter specifica per la Fiera e mandala a tutti gli iscritti (se hai una newsletter), se non utilizzi l’email marketing è ora di cominciare, prepara una newsletter da inviare a tutti i tuoi contatti!
    • Prevedi una Campagna AdWords legata alle keyword specifiche della fiera che atterri sulla Landing Page che hai creato, prevedi anche una Call To Action come “Scarica l’invito gratuito alla Fiera”, oppure “Prenota un appuntamento in Fiera con il nostro team” …

    Durante la fiera

    • Incoraggia l’interazione digitale con tutti i visitatori del tuo stand (chiedi in Mi Piace alla Pagina aziendale, il contatto su Linkedin, la condivisione di un post, ecc. ecc.)
    • Registra e fotografa quello che succede alla fiera e nel tuo stand (un pezzo di una conferenza, una dimostrazione, l’intrattenimento per il pubblico, ecc. ecc.) per condividerlo sui tuoi social, anima le tue pagine social con un diario giornaliero in “real time”
    • Sponsorizza un post su Facebook per promuovere il tuo stand (andrà on-line durante l’evento, ma deve essere programmato in anticipo)
    • Segui i live tweet e gli hashtag dell’evento

    Dopo la fiera

    • Pubblica una carrellata dell’evento, puoi creare un Album sulla tua Pagina FB o una gallery sulla Landing Page esistente, assicurati di affiancare alle immagini un breve testo descrittivo con le tue impressioni e note sull’evento. Puoi anche utilizzarlo come contenuto di una newsletter di ringraziamento per aver partecipato.
    • Assicurati di avere chiesto il contatto a tutte le persone incontrate durante l’evento, chiedi loro di iscriversi alla tua newsletter o seguire la tua pagina Facebook
    • Implementa il tuo CRM con un sistema di marketing automation per segmentare e qualificare i lead. Avere un flusso di marketing automation permette di non perdere nessun lead durante il follow up. Ogni lead verrà qualificato e, se il flusso di lavoro è stato impostato correttamente, comincerà il suo percorso verso la conversione. Grazie all’intelligence e al digital marketing, puoi avere conversazioni migliori con i tuoi lead, identificando ulteriormente i loro problemi e offrendo loro soluzioni che li fanno acquistare.

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  • Devi partecipare ad fiera di settore? ecco la Timeline per preparasi in maniera efficace

    Devi partecipare ad fiera di settore? ecco la Timeline per preparasi in maniera efficace

    Come prepararsi nel modo migliore ad un fiera di settore

    Se state preparando una fiera di settore ecco una tabella di marcia che vi può aiutare ad organizzare tutti i passaggi necessari. Penso soprattutto alle fiere di Tecnologia ed Industria settori produttivi importanti che si incontrano in grandi eventi internazionali, per partecipare con successo è necessaria una pianificazione accurata.

    Fase 1: 12+ mesi prima della fiera

    • Imposta la tua strategia
    • Inserisci la fiera all’interno della tua strategia globale di marketing e vendita.
    • Sviluppa un bilancio dettagliato dei costi e prevedi il ritorno sull’investimento.

    Fase 2: da 9 a 12 mesi prima della fiera

    • Stabilisci obiettivi specifici per la fiera come numero di trattative, contratti chiusi o lead generati, …
    • Identifica le tue esigenze di spazio per gli stand, ed eventuali risorse messe a disposizione dall’organizzazione stand, banner, marketing, articoli promozionali…
    • Registrati e prenota il tuo spazio espositivo e richiedi tutti i dettagli sui requisiti tecnici e logistici
    • Sviluppa un piano di marketing per sponsorizzare la tua partecipazione alla fiera che utilizzi un mix di media per raggiungere tutti i potenziali clienti. Il tuo piano dovrebbe essere diviso in tre sezioni:
      1. Pre-Show Marketing,
      2. At-Show Marketing,
      3. Post-Show Marketing.

    Fase 3: da 6 a 9 mesi prima della fiera

    • Scrivi uno script di vendita/promozione convincente che attraversi tutti i punti chiave che vuoi comunicare sul tuo prodotto/servizio. Deve riuscire ad esprimere tutti i concetti fondamentali in 30 secondi o (preferibilmente) in meno. Tu e il tuo staff avrete bisogno di provarlo diverse volte per usarlo con sicurezza e naturalezza durante la fiera, (traducetelo e provatelo in diverse lingue se necessario).
    • Definisci le esigenze di design, layout e grafica del tuo stand, considera anche le esigenze di illuminazione e la possibilità di una saletta riservata
    • Decidi se e quali omaggi e gadget utilizzare e pensa a strategie promozionali per attirare visitatori nella tua area espositiva.
    • Definisci brochure e materiale cartaceo di cui avrai bisogno durante la fiera, comincia la progettazione e la stampa.

    Fase 4: da 3 a 6 mesi prima della fiera

    • Ordina gadget e articoli promozionali.
    • Scegli lo staff da mandare in fiera e pianifica sessioni di preparazione.
    • Iniziare a organizzare il viaggio, e la spedizione del materiale.

    Fase 5: da 1 a 3 mesi prima della fiera

    • Crea pacchetti di follow-up da inviare subito dopo la fiera ai lead raccolti.
    • Continua le attività di pre-show marketing, (newsletter, social, inviti personalizzati a clienti importanti, ecc.)
    • Conferma le date di spedizione per il materiale e finalizza le modalità di viaggio

    Fase 6: 1 settimana prima della fiera

    • Completa la formazione del personale
    • Conferma l’effettivo arrivo del materiale e di tutto quello che servirà durante la fiera

    Fase 7: Attività di follow-up: da 1 giorno a 1 settimana DOPO la fiera

    • Analizza i lead raccolti, invia pacchetti di follow-up e contattali secondo gli accordi presi durante la fiera.
    • Valuta il raggiungimento degli obiettivi che ti eri posto per la partecipazione alla fiera
    • Controlla di aver rispettato il budget previsto
    • Calcola il ritorno sull’investimento per capire se continuare a partecipare a quella fiera (o a fiere simili) oppure cercare altre modalità di generazione dei lead

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  • Perché partecipare ad una fiera di settore? 3+1 buoni motivi

    Perché partecipare ad una fiera di settore? 3+1 buoni motivi

    Partecipare ad una fiera di settore può rappresentare un investimento importante per qualsiasi attività, ecco perché è necessario considerare bene costi e benefici per capire quali vantaggi ne possono derivare. Una volta presa la decisione è necessario mettere in campo una strategia che ci assicuri di portare a casa il massimo risultato dal nostro investimento.

    partecipare ad una fiera di settore

    Visibilità, credibilità, opportunità:
    questi i tre principali motivi per partecipare ad una fiera di settore come espositori.

    Molte aziende vengono spaventate dai costi. E’ vero, partecipare ad una grande fiera commerciale è sicuramente costoso: l’affitto dello spazio, l’allestimento dello stand, la formazione dello staff, il viaggio, non si tratta sicuramente di un investimento da poco.
    Tuttavia, come la maggior parte delle forme di marketing, con la giusta strategia, una fiera può essere una scelta molto redditizia.

    Se parliamo di settori produttivi, come la metalmeccanica, sicuramente possiamo individuare almeno
    3 buoni motivi per partecipare ad una fiera di settore, più uno (il più gratificante):  

    GENERARE LEADS ALTAMENTE QUALIFICATI

    Le persone che partecipano alle fiere di settore sono sicuramente molto motivate ed interessate ai prodotti o ai servizi offerti. Soprattutto per quanto riguarda settori produttivi come la metalmeccanica, le macchine utensili o le nuove tecnologie non si tratta certo di fiere interessanti per il grande pubblico ma di eventi per professionisti del settore.
    La fiera, quindi, è un’ottima opportunità per allargare la tua customer base ed il tuo portafoglio clienti.

    Esplicita sempre i tuoi obiettivi prima della fiera, rendili molto chiari per il tuo team e, dove possibile, dà loro un esatto numero di leads (minimo) a cui arrivare. Dopo una fiera ben riuscita il tuo team di vendita dovrebbe essere impegnato per mesi a sviluppare i contatti raccolti. 

    • Stabilisci obiettivi chiari prima dell’evento per dare alla tua squadra un obiettivo preciso e misurabile
    • Interagisci con tutti i visitatori della tua mostra, poiché potrebbero trasformarsi in clienti
    • Tieni note delle tue interazioni in modo da poterli seguire dopo l’evento 

    SCOPRIRE DOVE STA ANDANDO IL MERCATO 

    Le fiere sono grandi opportunità per sapere in quale direzione sta andando il vostro settore.
    E’ sempre molto importante trovare il tempo per girare la fiera e capire cosa stanno facendo i concorrenti.
    Cerca di porre attenzione non solo alle novità tecniche che presentano, ma anche a come si propongono al mercato.  
    Spesso sottovalutiamo un concorrente perché la nostra conoscenza tecnica ci permette di individuare le lacune del suo prodotto; immedesimiamoci in un acquirente e cerchiamo di capire come gli viene presentato il prodotto, quali vantaggi vengono evidenziati che tipo di problematiche risolve…
    Intercettare i trend di comunicazione è importante quanto captare innovazioni tecniche e bisogni del mercato.

    • Scopri quali stand attirano il maggior numero di partecipanti e cerca di capire perché
    • Tieni nota non solo delle migliorie tecniche dei tuoi concorrenti, ma di quali vantaggi propongono.
    • Se riesci, fatti passare per un potenziale cliente e cerca di capire quale approccio usano i tuoi concorrenti per ingaggiare un possibile acquirente

    SVILUPPARE E RAFFORZARE IL BRAND

    Il branding è un aspetto molto importatene  del successo aziendale, specialmente in settori dove fiducia e reputazione fanno la differenza.
    Esporre a una fiera è un modo efficacie per dire al vostro settore che la vostra azienda è affidabile, strutturata e abbastanza solida da presenziare agli eventi importanti.
    Utilizzando la fiera in modo strategico, puoi posizionarti all’interno del tuo mercato di riferimento:
    confermare la leadership, oppure passare da “start-up” a “brand consolidato”, o cercare di importi in una nicchia.

    • Scegli uno spazio che ti rappresenti, soprattutto se vuoi posizionarti tra i leader si mercato, se sei una start-up cerca di accostare il tuo brand ad un marchio già noto e consolidato
    • Cura al massimo l’immagine del tuo stand e prepara il tuo team di vendita prima della fiera
    • Se fare branding è il tuo obiettivo, fa circolare il tuo marchio durante la fiera, non risparmiare su gadget ed oggettistica e pensa sempre come differenziarti dai concorrenti

    3+1 ACCORCIARE IL PERCORSO DI ACQUISTO

    Nei settori della produzione dove il percorso d’acquisto è molto lungo non è sempre possibile chiudere un affare su due piedi.
    Partecipare ad una fiera di settore, però, consente al team di vendita della tua azienda di concentrare in un tempo molto breve un altissimo numero di potenziali clienti altamente interessati al tuo prodotto.
    Sfrutta questa opportunità.
    Visualizza ogni interazione con un potenziale cliente come un’opportunità per chiudere ed uscirai dalla fiera con una cartella piena di lead pronti per l’acquisto.

    • Quando possibile, cerca di chiudere le trattative sul posto per sfruttare l’umore d’acquisto dell’evento
    • Adotta un approccio diretto alle vendite, poiché la maggior parte dei partecipanti è già interessata ai prodotti o ai servizi della tua azienda
    • Se non è possibile chiudere le offerte durante l’evento, prova già a fissare date per appuntamenti, sopralluoghi, proposte o qualsiasi altro step ti avvicini alla chiusura 

    La fiera di settore è una grande opportunità, ma come qualsiasi altro strumento di marketing, per essere efficacie va

    • inserita in strategie di più ampio respiro,
    • pianificata in tutte le sue fasi (pre-fiera, durante e post-fiera) e
    • affiancata da software che permettano di automatizzare il processo di raccolta dei leads ed inserirli in un meccanismo di “crescita e maturazione”

  • Il paese delle chimere è, nel mondo del lavoro, l’unico degno d’essere abitato

    Il paese delle chimere è, nel mondo del lavoro, l’unico degno d’essere abitato

    Negli ultimi due giorni mi sono capitati due episodi diametralmente opposti che mi hanno fatto riflettere sul mio lavoro.

    Episodio Uno: Qualche settimana fa un cliente ha chiesto un preventivo per aumentare la visibilità online (lo so lo chiedono tutti). Dopo qualche giorno ha richiamato chiedendo come mai ancora non lo avesse ricevuto ed io pazientemente ho spiegato che il nostro modo di lavorare consiste nel preparare preventivi personalizzati e proprio per questo abbiamo bisogno di un po’ di giorni per capire chi è il cliente, cosa fa, qual è la sua presenza online di cosa ha bisogno e quale proposta può realmente aiutarlo a farlo crescere. Cosi dopo qualche giorno inviamo uno studio di 20 pagine (il potenziale cliente è abbastanza grosso per fortuna) e scrivo che sarebbe il caso di incontrarci per spiegargli bene tutto quello che c’è scritto nel preventivo e per fugare qualsiasi dubbio. Il cliente dà subito un feedback positivo e ci incontriamo in un bar in cui tra una birra e uno snack per un paio d’ore svisceriamo tutti i punti sia da un punto di vista della strategia che economico. Alla fine paga da bere e contento mi stringe la mano dicendomi di preparare il contratto e di iniziare a lavorare al più presto. Soddisfatto del lavoro, chiamo la collaboratrice che ha preparato il piano di comunicazione e le dico di tenere in fresco la bottiglia migliore perchè il cliente è rimasto entusiasta di quello che abbiamo fatto.

    bar boh

    Episodio due: il giorno che ho presentato il preventivo al cliente di cui sopra mi squilla il telefono e una voce molto professionale mi dice di avere ricevuto tempo fa un mio curriculum e che un’agenzia molto importante del territorio vuole vedermi per un colloquio di lavoro. E’ da molto tempo che non faccio un colloquio di lavoro dalla parte del candidato, sono curioso e anche interessato, potrebbe essere una buona occasione e accetto volentieri. Siamo d’accordo per il giorno dopo alle 18. Prima di andare poichè non avevo la minima idea a chi avessi mandato il cv guardo l’annuncio a cui avevo risposto che recita:

    “Per la unit digital dell’agenzia siamo alla ricerca di una figura versatile che coordinandosi con un team di lavoro, si occuperà prevalentemente di campagne ADV e supporto a progetti di sviluppo web per i clienti dell’agenzia.

    Desired Skills and Experience

    • Analytics
    • Buona conoscenza di Excel
    • Buona conoscenza di Google analytics
    • Buone capacità di redazione di Report

    Advertising

    • Gestione campagne Google Adwords (campagne search, display, remarketing)
    • Gestione campagne Social Adv (Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter)

    Informatica

    • Buona conoscenza di WordPress,
    • Ottima conoscenza di HTML, PHP e JAVASCRIPT
    • Conoscenza di base delle attività SEO
    • Ottima conoscenza di Database MySQL
    • Buona conoscenza del mondo mobile App”

    Rileggo, mi sembra un annuncio un po’ vago, chiedono praticamente di tutto, la curiosità mi spinge ad andare a guardare il sito dell’agenzia e lo trovo poco usabile, lento nel caricamento, fatto ancora con i frame e molto ma molto scarno, tanto che intuisco, ma non riesco a capire appieno, qual è il loro core business. Cosi faccio due ricerche su internet e finalmente ho un’idea più chiara di cosa si occupino realmente: scopro che sono un’agenzia di comunicazione un po’ vecchio stampo ma molto ben radicata che non hanno però una grande presenza online.

    Comunque per farla breve vado al colloquio e in una bella sede mi accolgono due ragazzi con cui ci diamo subito del tu. Mi chiedono le competenze, io spiego il mio percorso e parlo per un buon quarto d’ora, mi domandano se ho visto il loro sito, esprimo le mie perplessità mordendomi un po’ la lingua, sono sempre ad un colloquio di lavoro, non posso fare le pulci al lavoro fatto dai miei potenziali colleghi. A questo punto mi spiegano che la loro agenzia ha avuto unincremento di richieste per quanto riguarda il settore online e che quindi stanno cercando personale per evaderle. Insomma passa il tempo al che come avrebbe detto il buon Lubrano mi sorge una domanda spontanea: ma voi chi o cosa state cercando?

    Nerds simpson

    Ed ecco l’illuminante risposta: noi siamo alla ricerca di una chimera, uno “smanettone” che sappia fare un po’ tutto. Deve saper metter su un sito inwordpress (chi oggi non usa wordpress?), armeggiare con i css, caricare un template, se c’è bisogno creare una campagna di advertising (all’occorrenza può sempre tornare utile), avere dimestichezza con dati e tabelle. Perplesso chiedo com’è strutturato il tutto e tra risposte vaghe mi rendo conto che forse neanche loro hanno un’idea precisa di come funziona la comunicazione web. Chiedo se hanno degli agenti per procacciarsi i clienti e mi accorgo di avere fatto un altro errore nel pronunciare la parola agenti. Mi rispondono all’unisono, prontamente, agenti no abbiamo degli accounting. Ormai tutti sappiamo chenon abbiamo molto da dirci, mi chiedono quasi per dovere se la posizione può interessarmi anche perchè potrebbero esserci margini di crescita. Per inerzia rispondo che mi potrebbe interessare dipende dal conquibus. Ecco il terzo e fatale errore, di soldi non si parla.

    Esco tra strette di mano e promesse che qualora ci fossero sviluppi inattesi per altre posizioni terranno il mio curriculum da parte. Ci salutiamo consapevoli che almeno per un po’ non ci vedremo.

    Vado fuori e mi chiedo che di lavoro effettivamente in questo campo ce n’è deve essere ancora tanto se un’agenzia strutturata riesce ad avere dei clienti egestirli con una chimera o forse sarebbe meglio dire come una chimera.

    Chiamo la mia collaboratrice e le dico che la prossima volta ai clienti è inutile preparare con cura maniacale un progetto di comunicazione, basta lo smanettone che si occupa di tutto saltando tra il marketing e la programmazione, tra l’analisi dei dati e la “buona conoscenza del mondo mobile app”.

    Lei si fa una risata chiude il telefono e me la immagino mentre beve in silenzio tracciando con un dito i suoi pensieri persi dentro ai cerchi del bicchiere.

    Marge Simpson

  • I Guru del Web Marketing e il Rasoio di Occam

    I Guru del Web Marketing e il Rasoio di Occam

    Continuano ad arrivarmi puntuali e inflessibili le newsletter di web marketing. Ogni tanto le apro, ogni tanto le cestino, ogni tanto le lascio marcire nella posta in arrivo. Prima mi capitava di leggerle più spesso, poi ad un certo punto, mi sono reso conto che sono più o meno tutte uguali, sia nell’impaginazione che nell’editing grafico e cosa più disarmante nei contenuti.

    Questi guru del marketing, oltre ad essere preparatissimi nel loro lavoro sono quasi tutti anche filosofi, esperti di programmazione neuro linguistica nonché filantropi mossi dal desiderio di condividere le loro conoscenze per aiutare in modo disinteressato imprenditori, piccole aziende, partite iva individuali, ragazzi che vogliono diventare a loro volta esperti del settore a migliorare la loro condizione economica. Ed allora ecco che per un semplice like diffondono la loro sapienza con ebook dai titoli definitivi: “Come diventare fashion blogger di successo”, “Guadagnare con un blog”, “Strategie vincenti per l’adwords 2.0” ecc ecc.

    Ma torniamo alle newsletter e ai loro titoli studiati ad arte per attirare l’attenzione. D’altronde lo scrivono in tutti i blog che la capacità di concentrarsi davanti ad un monitor è inferiore alla carta stampata e che in poche righe bisogna incuriosire l’interlocutore, quindi di per sé il titolo è fondamentale se si vuole che qualcuno legga le perle di saggezza appena elaborate, formattate e inviate con mailchimp (e si la scimmietta è la piattaforma più utilizzata per inviare gratuitamente il proprio sapere e comprimerlo in bit e byte, in modo che arrivi integro sulle nostre caselle di posta).

    Il formato CAPITAL è d’obbligo, le maiuscole si stagliano imperiose, così come i punti esclamativi diventano un punto fermo per catturare lo sguardo quasi in un moto di stupore. Mai però scrivere nel titolo una frase compiuta con soggetto predicato e complemento come la vecchia scuola di una volta ci ha insegnato. La copula, nel senso di voce di un tempo semplice del verbo essere che unisce il soggetto con la parte nominale della frase, è fondamentale. E’ ARRIVATO oppure E’ IL MOMENTO DI DIRE BASTA sono solo alcuni esempi che vanno di pari passo con gli avverbi di tempo tipo ANCORA POCHI GIORNI o degli aggettivi qualificativi come NUOVA SUPER GUIDA o SOLO PER OGGI.

    Bene, ritenendoci fortunati di essere tra i pochi che solo per quel giorno potranno abbeverarsi a questo sapere massonico finalmente apriamo la mail e dal CAPITAL si passa al grassetto il più delle volte seguito da un bel link, la famigerata “call to action” che fa tanto figo quando si pronuncia davanti ai clienti che esterrefatti spalancano gli occhi e la bocca. La call to action da manuale, come la psicologia della percezione ci insegna, deve essere di un colore caldo, passionale, che deve appunto invitarci all’azione, normalmente è rossa, ma alcuni più audaci la preferiscono fucsia (qui siamo nella sfera dei gusti personali e già i latini ci insegnavano che de gustibus non disputandum est). Breve digressione, i gusti personali, sono quasi aborriti dai manuali più seri del web marketing, bisogna seguire regole precise, se vogliamo raggiungere l’obiettivo non possiamo percorrere strade alternative, altrimenti le magiche formule matematiche perdono di efficacia.

    Ma torniamo a noi, gli avverbi di tempo assumo una veste paternalistica quale “Oggi finalmente lancio un progetto” Oppure “Ieri pensavo a come condividere”, ci sentiamo coccolati, siamo parte di una grande famiglia dove il pater familias si cura di noi, ci tiene a farci sentire parte di una insieme privilegiato a cui rivelare il proprio sapere. Ma il sapere va conquistato, bisogna rispondere a domande precise come “Sai cosa ho scoperto?” “Sei pronto?” “Sai come abbiamo fatto?”

    Ma chi risponde alla fine? E qui che si diventa leggermente autoreferenziali, le domande diventano retoriche e la risposta in 3 righe viene esplicitata come una vera e propria rivelazione che chiude il discorso con le percentuali che ti faccio risparmiare se solo oggi e solo per te ti avvali finalmente dei miei servizi. Il rimando alla landing page, normalmente un template in wordpress, che fa da eco alla già citata call to action, è d’obbligo. La conversione ormai diventa un gioco da ragazzi, il guru ha elargito senza strafare e noi siamo pronti, seguendo pedissequamente le nozioni impartite di cominciare a scrivere la nostra prima newsletter.

    Oggi volevo parlare del Rasoio di Occam applicata al web marketing, ma mi sono lasciato prendere la mano da altro. Alla prossima.